Centro Regionale Trapianti - Piemonte
- Intervento e ricovero
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Sono possibili due procedure chirurgiche, ossia due tipi di intervento
chirurgico:
- 1. il trapianto cardiaco ortotopico
- 2. il trapianto cardiacoeterotopico
Il trapianto ortotopico è il più semplice: il cuore malato viene espiantato
ed il cuore sano del donatore viene impiantato. Vengono cuciti tra loro
rispettivamente gli atri, l'arteria polmonare e l'aorta. Non è possibile
ricucire i nervi, così che il cuore trapiantato è un cuore denervato
(non sente il dolore).
Il trapianto eterotopico viene eseguito
solo quando si verificano particolari condizioni:
- a) il ricevente è di
taglia più grossa del donatore e le sue condizioni cliniche sono così
gravi da non poter aspettare un'altra occasione
- b) i polmoni del ricevente
sono stati compromessi da anni di scompenso cardiaco e le arteriole polmonari
sono diventate troppo dure e poco elastiche così che un cuore normale
non sarebbe in grado di spingere il sangue con la forza necessaria a superare
questo ostacolo ed in breve tempo si sfiancherebbe. In questo caso un
cuore normale viene collegato al cuore malato, in modo che possa dare
un aiuto, come un motore ausiliario.
Il decorso post operatorio di un paziente sottoposto a trapianto di cuore
differisce da quello degli altri cardio-operati per il problema della
asetticità cui, soprattutto nei primissimi giorni, bisogna attenersi.
E' il periodo durante il quale i sistemi di difesa dell'organismo possono avvertire l'estraneità dell'organo e,
quindi, per prevenire eventuali reazioni pericolose contro il cuore trapiantato da parte del sistema immunitario,
questo viene indebolito con i farmaci.
Ne deriva una maggior facilità a contrarre infezioni.
Il soggetto trapiantato inoltre, nonostante il dolore che avverte per la sternotomia, in questa prima fase deve
fare respiri profondi per permettere all'aria di arrivare fino alle basi dei polmoni per evitare infezioni polmonari.
Per questo motivo verranno eseguiti con costanza esercizi di ginnastica respiratoria.