Centro Regionale Trapianti - Piemonte
- Il Sistema Nazionale trapianti
-
La legge 91 del 1 aprile 1999
ha sancito un sistema di coordinamento
delle attività nazionali di donazione e trapianto di organi e tessuti
articolato su quattro livelli e rappresentati, rispettivamente, dal Centro
Nazionale Trapianti (CNT), dai Centri Interregionali di Riferimento (CIR),
dai Centri Regionali per i Trapianti (CRT), e dai Coordinamenti Locali,
a carattere aziendale od interaziendale.
Il CNT garantisce l'uniformità
di comportamento di tutte le strutture che compongono la rete di trapianto
in Italia, fornendo linee guida e protocolli a carattere nazionale e promuovendo
l'avvio di programmi di trapianto per categorie particolari (programmi
di trapianto pediatrico, programmi di trapianto per pazienti di difficile
trapiantabilità...) Il livello successivo coinvolge i centri interregionali
(CIR), a loro volta garanzia di comportamento trasparente e uniforme da
parte delle regioni che li compongono. Su scala nazionale sono 3 le reti
che organizzano a livello sopraregionale le attività di trapianto: il
Nord Italia Transplant program (NITp), l'Associazione InterRegionale Trapianti
(AIRT) e l'Organizzazione Centro Sud Trapianti (OCST). Queste 3 organizzazioni
traggono la loro origine dalla storia organizzativa delle singole reti
operative interregionali, così come esse si sono venute a costituire nel
corso degli anni.
L'aggregazione delle Regioni Piemonte e Valle d'Aosta,
Emilia-Romagna e Toscana ha costituito l'avvio dell'AIRT nel 1990. Nel
1997 è confluita nell'AIRT la Provincia Autonoma di Bolzano, e nel 1999
la regione Puglia. L'AIRT si è sin da subito caratterizzata da una forte
autonomia delle singole regione aderenti, l'integrazione interregionale
risultando fondamentale in alcune situazioni particolari, come la necessità
urgente di trapianto, i programmi di trapianto pediatrico o i trapianti
per pazienti con caratteristiche immunologiche e genetiche particolari.
Al momento attuale l'AIRT serve un bacino di popolazione
di oltre 16.000.000 abitanti. Da sola questa rete sviluppa un'attività di donazione
che è tra le più alte in Italia ed in Europa. Anche il volume di trapianti
eseguiti ogni anno, soprattutto di rene e di fegato, è tra i più elevati
in Italia. Infine l'eccellenza dei programmi di trapianto è testimoniata
dalla qualità dei risultati e dalle certificazioni di eccellenza attribuite
dal sistema di vigilanza attuato dal CNT. Il terzo livello riguarda i
coordinamenti regionali (CRT). Essi hanno caratteristiche più operative
rispetto ai precedenti, occupandosi di organizzare ogni fase della donazione,
dal prelievo sino a trapianto avvenuto e di gestire le liste di attesa
dei riceventi di organi e tessuti. Il quarto livello, rappresentato dai
coordinatori locali, è infine quello a diretto contatto con la popolazione,
rappresenta uno dei principali attori che si occupano di promuovere la
crescita culturale della popolazione in materia di trapianto e di curare
i rapporti con le famiglie dei donatori.